SHOE’S KILLIN’ WORM – F5

La Tracklist:

 

Il Discoracconto:

Siamo le ultime due prede sopravvissute all’ecatombe. L’incendio divampa da diversi giorni. Un incendio in una campana sottomarina persa nell’oceano atlantico. Quale assurdità. Ci eravamo rifugiati nella rete fognaria. Fuori la capsula stava per cedere e l’acqua iniziava a filtrare dalle crepe. Sembrava quasi piovesse. La mia generazione non ha mai conosciuto la pioggia.

Solo gli anziani la ricordavano e la raccontavano con occhi trasognanti a ragazzini radunati in cerchio, in attesa di rivelazioni su un passato remoto, abitato sulla terraferma e riscaldato dalla luce del sole. Se solo fossero ancora vivi potrebbero godersi per un’ultima volta quella sensazione e sentire la pioggia che lava l’aria.

«E’ davvero la fine?» mi domandi. Ti guardo attendere una risposta che regali un barlume di speranza, ma non c’è nulla che io possa dire in questo momento per farti stare meglio. Così mi limito a stringerti le mani. Andrà tutto bene, sussurro, e tu sembri credermi. Vorrei strapparti dal cuore ogni paura. Il tuo grande dubbio, quello che è addosso, appiccicato ai tuoi occhi, e che non ci sia niente oltre queste fiamme.

Inizia a fare un freddo siderale qua sotto. L’aria è talmente rarefatta che i nostri polmoni arrancano in cerca d’ossigeno.

Come in una favola noir incidiamo le nostre memorie sui muri delle fogne.

“All’alieno che leggerà queste parole: non sputtanare il tuo pianeta!” scrivi tu, e mi strappi un sorriso.

«Ci metteranno un’eternità a tradurre “sputtanare”! Potevi scegliere parole più eleganti, sono la testimonianza del nostro passaggio sulla Terra.»

Ridi di gusto anche tu, prima di tossire forte e sputare sangue sull’incisione TERRA. Mi levo la maglietta e te la stringo intorno al volto per cercare di filtrare i gas di combustione. Sei bella anche ora che sembri una black block che sta perdendo la forza di urlare la sua rabbia verso il mondo.

Ti aiuto a sdraiarti e ti bacio la fronte. Vorrei lasciare anch’io un segno su questo pianeta prima di andarmene, ma non trovo le parole giuste. Che forse ne sono state usate troppe in passato, e dove ci hanno portato se non qui? Così riesco a incidere solo un semplice GOODBYE, a nome di tutti noi, creature selvagge, che non abbiamo mai potuto correre su un prato fiorito, arrampicarci su un albero per provare a toccare il cielo, guardare le stelle con i nostri occhi, e non filtrate da uno schermo.

Non c’è più tempo. Abbracciami Mia. Torniamo a casa per sempre.