VALENTINA POLINORI – Mobili

La Tracklist:

 

Il Discoracconto:

Ogni chilometro percorso per arrivare qui, in questa casa immersa nella neve, corrisponde a un errore. E i chilometri percorsi sono tanti, per la precisione trecentoventi. Mi sono chiusa in questa baita di montagna per riuscire a scrivere il mio nuovo romanzo. Un testo vero, o almeno questo è l’obiettivo. Mi sono barricata in una stanza e ho cercato di parlare con me stessa. Vorrei raccontare la mia storia di moderna Lolita; è così che mi vedono i miei amici. Io mi sento solo una povera sfigata.

Fuori il ghiaccio imperversa e io, per sentirmi a casa, sposto i mobili da una parte all’altra. Eppure mi sento fuori luogo. Anche qui, a una distanza siderale dalla mia vecchia vita, mi sento sbagliata.

C’è odore di gelsomino. Mia nonna era fissata con il gelsomino; ci sono deodoranti per l’ambiente sparsi ovunque. Lei era l’unica che riusciva a capirmi e strapparmi un sorriso ogni volta che mi sentivo giù. Sarà che la sua vita è stata così dura… i miei problemi sembravano minuscoli al confronto. Sciagure di cuore venivano schiacciate da racconti di guerra, disgrazie lavorative demolite da storie di fame e povertà.

A uno che le diceva di star male, lei rispondeva in tre semplici parole: queste sono sciocchezze. Dove sei nonna, ora che ho bisogno di te?

Ho bisogno che tu mi dica che tutto tornerà a posto, che questo romanzo rimetterà la mia anima in pace e la mia vita in riga, perché ora sembra proprio sul punto di deragliare.

Mi sento a pezzi come Frida Khalo dopo l’incidente…

Vorrei soltanto trovare la forza di dipingermi così bene come riuscì a fare lei.

E invece mi sento soffocare ogni volta che prendo in mano la penna. Provo un senso di colpa opprimente quando tento di descrivere i modi barbari, spacciati per ingenui, con i quali ho rovinato così tante vite.

Esco a prendere un po’ d’aria. Scendo i gradini che mi separano dalla neve bianca e ovattata che ricopre il paesaggio come una coperta immensa, che invece di scaldare ti gela il sangue nelle vene. Quella coperta che conosco fin troppo bene, che mi somiglia.

Ogni volta che sono in difficoltà m’invento una fuga. I miei esodi sono diventati così frequenti e regolari che fatico a ricordarli tutti.

Questa volta sarò diverso, lo giuro. Questa volta l’odore di gelsomino mi terrà compagnia e mi ricorderà le parole della nonna… queste sono sciocchezze. E allora sbattiamole su carta queste sciocchezze.

Dolce penna stilo, oggi sarai la mia amante. Andiamo lenti, che non bisogna aver fretta quando si fa l’amore.