FINE BEFORE YOU CAME – Ormai

Tracklist:

 

Il Discoracconto:

A Dublino sembra tutto fuori posto nel posto giusto. Non so spiegare come, ma anch’io, che non trovo collocazione in un mondo di troppi fatti e poche parole, mi sento bene. Qui sembra che tutto trovi il suo peso. A casa, in quel ridente paese dell’hinterland milanese, sarei soltanto un buco nell’acqua. Qui invece sono un sasso, e il mio tuffo genera quel fenomeno che gli scienziati chiamano meccanica ondulatoria. La mia presenza scuote l’ambiente, le persone, la vita. Nulla sembra lasciato al caso,  e sebbene il magone sia sempre presente, mi cammina al fianco e non mi scava dentro.

Mi ostino a dire che non mi piace Dublino solo perché non voglio illuderti che ci starò ancora per molto tempo. Lo sai che le cose a lungo termine mi spaventano, e tu ti ostini a darmi la mano per trattenermi. Smettila di fare così o stavolta potesti riuscirci per davvero. Per non esser pipistrelli ci svegliamo presto ogni giorno, quando i riverberi della notte e delle Guinness giocano brutti scherzi alla percezione dei colori.

Il freddo è un mantello che copre i tetti della città, e noi due ci scaldiamo scambiandolo per una coperta.

In tutti i locali di Temple Bar suonavano quella canzone che non ricordo. Una vecchia canzone americana, che stupidaggine, cosa c’entra? Ce la mettevano tutta per farmela odiare, e invece io continuavo a ridere, e alla fine anche loro si sono arresi. È stata una resa pacifica, abbiamo firmato l’armistizio al bancone, senza penne, solo bicchieri vuoti e poi pieni di nuovo.
Intanto il giorno faceva a pugni con la notte, mettendola k.o.
Ora il sole festeggia stringendo in pugno un trofeo brillante, come i tuoi occhi quando sono sceso dall’aereo, come i miei occhi quando mi hai chiesto di venire.

Provo a capire settembre ogni volta che il cielo è azzurro, ma poi ci rinuncio e ti seguo nel tuo vagare senza meta verso qualcosa che è nella tua testa.
“Che fai lì impalato?” saltelli sui ciottoli come fossero un campo minato.
“Andiamo a letto?” mi stropiccio la faccia.
“Scherzi? La domenica c’è il mercato.”