PRIESTESS – Torno domani

LA TRACKLIST:

 

IL DISCORACCONTO:

Cammino per il supermercato in cerca delle birre più economiche. La gente mi osserva che manco fossi Cleopatra resuscitata per colonizzare questo paese di merda. Il cassiere inquadra i codici a barre delle Peroni in offerta e mi chiede se ho la tessera del Penny Market. Mi chiedo a cosa cazzo possa servire ma mi limito a fare no con la testa mentre lui indugia sulla mia scollatura. La pianta solo quando lo fulmino con lo sguardo. Esco e mi accendo una sigaretta. Dovrei mangiare bubblegum e smetterla col tabacco, ma questa gente mi fa salire lo sclero. Vorrei mettermi a rollare una canna nel bel mezzo del parcheggio; la volante degli sbirri parcheggiata proprio nell’angolo mi costringe a desistere. Scendono e sento i loro occhi sul mio culo. Claudio mi scrive, dice che Sam non viene. Il buio cosmico cala dentro di me. Mi incammino verso casa prima che il sole scompaia e mi lasci al buio per davvero. La gente intorno a me parla di stronzate e io mi chiedo cosa cazzo ci sto a fare in questa città di merda, a cercare giorno dopo giorno di trovare un senso ad ogni mio risveglio. Vorrei urlarti in faccia che non conti niente, ma non sono brava a dire cose che non penso.

Come Maria Antonietta disse al popolo “se non hanno più pane, che mangino brioches”, io vorrei urlare a tutti questi stronzi “se non hanno più cuore, che ingoino merda”.

Mando un messaggio ad Ania, la mia amica pusher. Le dico che non è vero quello che ho detto l’altro giorno, e che ho ancora bisogno di lei. Visualizza ma non risponde. Poi finalmente sento il telefono vibrare e ricomincio a respirare.
Sono a Praga, torno domani, dice. Ok, rispondo, che tanto domani è un altro giorno e magari sarò cambiata ancora un po’, mi farete tutti un po’ meno schifo e potrò ridere dei cartoni animati della mattina, quelli che quando ero piccola mi tenevano incollata allo schermo e costringevano mia madre a trascinarmi a scuola con la forza. Come Mila Azuky sferro una manata, non contro il pallone ma contro la porta. Si apre male come sempre, scricchiola e si lamenta. La polvere mi accoglie e mi ricorda che tutto quello che rimandi se ne frega di te, si accumula in un angolo e ti aspetta a braccia aperte.