MIQRA’ – Ultimo piano senza ascensore

LA TRACKLIST:

1) Ad ogni goccia

2) Radioattività

3) Delay

4) La ribellione alla statistica

5) Camilla

6) Fellini e Charlot

7) Per colpa del cemento

8) Una cosa che mi manca di te

9) Serotonina

IL SINGOLO:

IL DISCORACCONTO:

Ad ogni goccia che cade dal lavandino corrisponde un mio errore. Ormai odio da morire questa casa, è come se fosse tossica e mi stesse pian piano infettando l’organismo. La radioattività sta diventando insopportabile. La prima volta che siamo venuti a visitarla l’agente ci disse che qui saremmo stati felici, che avremmo messo in piedi una bella famiglia e che la gente ci avrebbe invidiato. Le sue parole riecheggiano nel salotto ingombro di oggetti inutili come amplificate da un effetto delay. C’era un 50% di possibilità che le cose andassero come previsto, come promesso sull’altare. Ma la ribellione statistica ha voluto che io perdessi il lavoro e iniziassi a bere. Ricordo ancora quando l’unico alcolico che conoscevo era lo chapagne Charlot, con il quale accompagnavamo le nostre serate a casa, sotto le coperte a guardare vecchi film. La sera in cui concepimmo Camilla stavamo guardando Amarcord di Fellini, tu mi stringevi la mano e dicevi che era tutto come avevi sempre sognato. Ora mi sento una schifezza, come quel brutto palazzo grigio che hanno tirato sù proprio davanti alla nostra casa. Per colpa del cemento, il sole non illumina più il salotto. La cornice di legno con la foto di famiglia sta pian piano ammuffendo. Tutto è diventato buio come il mio cuore. Vorrei noleggiare una gru con una palla da demolizione e tirare giù quell’abominio, ma forse le cose dovevano andare così e basta. Quei muri sono il simbolo del nostro amore fallito – fallito per colpa mia – delle tue urla, delle mie notti in bianco, del senso di abbandono e di sfiducia che mi camminano al fianco da troppi mesi.

Camilla, non odiarmi se sono andato via, ti prego.

Dicono che la felicità derivi da un eccesso di seratonina. Stronzate, la felicità sta nel tuo sorriso.

Una cosa che mi manca di te è quando la mattina ti buttavi a letto e facevi di tutto per svegliare me e la mamma. Saltavi come una matta e mi riempivi la faccia di baci.

Se sono andato via è perché non volevo che un giorno, svegliandoti, mi ritrovassi a letto in lacrime. Una figlia non deve mai vedere il suo papà piangere, e quando sarò di nuovo pronto a sorridere, te lo prometto, tornerò.