PRAINO – Il Disco Di Praino

LA TRACKLIST:

IL DISCORACCONTO:

Mi sento come un agnello in una tana di lupi. È questa la sensazione che ho ogni volta che entro in ufficio. Le stampanti vomitano fogli A4, i tritacarte ringhiano, le cravatte strozzano, i faldoni puzzano.

La polvere è come uno strato di neve senza bellezza.

Il primo anno mi sentivo una preda, il secondo un numero, il terzo più niente. Spleen è diventata una collega di lavoro insistente. Poi un giorno mi ha chiesto di andare a convivere in un monolocale: disagio, ho pensato, ma non sono riuscito a scrollarmela di dosso e ora condividiamo pure il letto.

Il mio vicino è un Radical Chic figlio di papà che fa il social media manager di stocazzo. Secondo me aggiorna il suo profilo Instagram coi soldi del paparino e lo spaccia per un lavoro. Io e Spleen lo guardiamo con disprezzo ogni volta che lo incrociamo in ascensore. Lui sorride beffardo e scrive post senza nemmeno considerarci. Influencer… sì, nel senso che ha un’influenza negativa sul mio umore.

Ultimamente faccio fatica a mantenere un contegno. Vorrei dare fuoco al mio appartamento, alla mia auto, al treno su cui viaggio, all’ufficio. Vorrei incendiare persino la strada che percorro per andare a lavoro, ma quella è già in fiamme di suo in questo Agosto torrido. Le suole delle scarpe si sciolgono come la mia forza di volontà. Le ascelle sudano come la mia coscienza. Certe volte mi accascio al suolo e Spleen è costretta a prendermi sottobraccio.

Una volta avevo una ragazza. Ci vedevamo il martedì alle tre, a casa sua. Dormi piccola universitaria, le sussurravo all’orecchio quando finivamo di fare l’amore. I suoi capelli erano cavi della corrente: mi mandavano in fibrillazione. Mi riportavano in vita.

Poi i miei silenzi sono diventati una costante nei nostri randez-vous amorosi.

–          Io non ce la faccio più. Do disdetta – aveva detto un giorno, e da allora sono senza energia elettrica.

Il cervello si è spento, il cuore addormentato, lo stomaco in subbuglio. Spleen mi guarda ticchettare sui tasti del computer, le spalle incassate sotto un peso invisibile.

–          Stasera pizza e tv? – domanda stringendomi forte la mano.