PROTTO – Di cattivo busto

LA TRACKLIST:

 

IL DISCORACCONTO:

«È inutile che continui ad affliggerti se poi non fai niente per cambiare le cose.»

A parlare è il mio subconscio, mentre i muscoli del collo sono impegnati a stendersi e rilassarsi per annuire al capoufficio. Le riunioni sono surreali, si discute per ore senza decidere nulla.

Avete presente gli scienziati che continuano ad ammonire i governi riguardo al cambiamento climatico? Ecco, per gli impiegati d’ufficio è la stessa identica cosa: possono lanciare moniti a destra e a manca, ma state pur certi che avranno parlato invano. Il loro amministratore delegato continuerà a fare il cazzo che gli pare.

Basta un colpo di pistola, mi dico. Entri in una banca, spari un colpo in aria. La rapina della vita! E poi te ne scappi via, lontano da tutto, apri un bar sulla spiaggia e…

«Crivelli? È con noi?»

«Mi scusi?» mi sono perso la domanda, gli occhi dell’intera sala riunioni puntati su di me.

Sulla lavagna la scritta DCD+. Cazzo vuol dire? Dicci di più? Dovrei correre di più? In effetti ho messo su qualche chilo negli ultimi mesi. Le combinazioni sono infinite! Il capo scuote la testa di fronte al mio silenzio, io mi faccio paonazzo. Dual currency deposit, ecco di cosa stavano parlando. Non ci sarei mai arrivato, nemmeno comprando una vocale. Nemmeno chiedendo l’aiuto del pubblico.

Certe volte mi perdo nei miei pensieri. Dimmi dove ti porta la tua mente e ti dirò chi sei.

La mia se ne va sempre in luoghi silenziosi e abbandonati, luoghi dove il tempo è un concetto sorpassato, demodé, arcaico. Luoghi in posso essere quello che sono davvero: un indolente, puro e semplice.

Ho deciso, devo farla finita! Mi alzo con fare rivoluzionario, pronto ad abbandonare la riunione, alla faccia del capitalismo!

Dio, quanto mi sento stupido quando mi rendo che non c’è più nessuno. Pausa caffè! Solo il capoufficio è rimasto a farmi compagnia.

«La prossima volta che la becco a farsi gli affaracci suoi avrà richiamo scritto» mi sussurra all’orecchio prima di lasciarmi solo sotto la luce impietosa dei neon. La rivoluzione può attendere.