COSMETIC – Core

LA TRACKLIST:

 

IL DISCORACCONTO:

«È la fine di un’epoca» sussurra Tamara mentre brucia uno stelo di margherita con l’accendino, i piedi a penzoloni sul ponte. Il sole cala e noi ci apriamo una birra da 66 che fa swish e schiuma dal collo. L’università sembrava infinita e invece è schizzata come una scheggia.

Io e Tamara siamo nati nel Gennaio del 1986, lo stesso mese e anno nel quale lo Space Shuttle Challenger esplodeva in fase di decollo uccidendo tutti e sette gli astronauti presenti, uomini e donne che guardavano lontano, che sognavano lo spazio profondo. Era come se l’universo ci stesse lanciando un monito: non provate a scappare.

La mia mano si solleva e colpisce la guancia di Tamara con delicatezza.

«Schiaffino

Lei ride e poggia la testa sulla mia spalla. È così leggera che pare incorporea.

«Questa provincia è una voragine senza fondo…»

«E noi continuiamo a scavare. Quel poco di buono che avevi fatto per uscirne non è sufficiente.»

«Pensi che siamo destinati a restare qui in eterno?»

Un battello ci passa sotto i piedi. Tamara scalcia come se potesse colpirlo e scaraventarlo lontano, ma quello se ne resta indifferente e continua a solcare le acque scure del Po.

«La linea si scrive da sola, come questa fottuta barca che può solo seguire il fiume. Hai paura di come andranno a finire le nostre vite?»

Tamara, vestita in nero come sempre – un lutto autoimposto che porta avanti dall’adolescenza, soppesa le mie parole.

«In realtà ho paura del principio perché è lì che abbiamo messo le basi per la fine. Facciamo un tuffo nel passato e scardiniamo tutto?»